sabato 17 gennaio 2015

A proposito di satira...







La Kostner è stata condannata ingiustamente e sono daccordo con lei, ma in italia siamo fatti così, condanniamo senza pensare, che male ha fatto in fondo ? Ha solo coperto il fidanzato, ha detto un sacco di bugie e poi candidamente lo racconta.
No, in tutta sincerità un anno a quattro mesi non le avrei dato io, ma un cinque anni per coglionaggine cronica mi sembra giusto !!!
 


FIFA PAPALE




Credo che la paura d'esser uccisi faccia dire cose che non si pensa, cosa pensare altrimenti di un Papa ? Da il porgi l'altra guancia a giustificare brutali assassini privi d'ogni traccia umana, " se uno offende mia mamma, gli tiro un pugno " avrebbe detto se non ho capito male... Checco, forse è meglio che torni in Argentina, se uno offende tua madre avrai il sangue agli occhi e ti può scappare un gesto inconsulto, che paragone puoi fare con omicidi freddi e pianificati nel tempo ? Il sangue agli occhi ti resta per settimane ?
Checco, ti lascio alle tue paure e al tuo modo di vedere il mondo, però per favore, la morale in futuro risparmiacela...


mercoledì 14 gennaio 2015

Castelluccio






Castelluccio di Norcia, un residuo di un antico lago vulcanico, ogni anno all'inizio dell'estate si ricopre di fiori, e camminando in quella meraviglia si fa fatica a pensare d'essere in montagna, mentre le cime dei Sibillini svettano accanto. Un paesaggio che mi è abituale essendone un frequentatore assiduo in quanto abito dall'altra parte di quei monti e ne sento fortemente il richiamo. E una tela è il mio omaggio a quel luogo tanto a lungo camminato.


lunedì 5 gennaio 2015

FRAMMENTI




Ci sono attimi del giorno che l'universo, protetto dal cielo, si affaccia sulla terra, ci sono frazioni di tempo dove la luce si rifrange nell'aria e infinite cascate di colori si riversano dal cielo. Sono frammenti d'infinito che possiamo cogliere a piene mani, prima che i sogni si disperdano fra i vortici delle quotidianità.

 

martedì 23 dicembre 2014

LA SPINA DORSALE




è Natale, così dice il calendario, ma il mio mondo quasi non ci crede, il cielo splende di colori, il sole tiepido accarezza la pelle, e dalla finestra vedo i monti nitidissimi. Sono i Sibillini, la spina dorsale delle Marche e nemmeno una pallida nube li sa confondere oggi, eterni, immortali, e familiari, mi accompagnano da sempre ed io li ho accompagnati, camminando su di essi più volte, alla scoperta ogni volta forse solo di me stesso.

venerdì 19 dicembre 2014

Cupe sensazioni



un giorno qualsiasi, e per un caso passo in un ospedale, non per visita personale che genera molte ansie e non ci fa guardare altri che stanno male, ma accompagno una persona per un controllo e l'animo è predisposto a osservare e comprendere. Miriadi di figure, in code varie presso tanti specialisti, non ne sai il nome, ne il passato, ma sai fin troppo bene che in quel luogo non si va in gita di piacere. Qualcuno sorride, altri fissano il vuoto, c'è chi racconta al fianco i mille problemi familiari. Cammino un pò fra gli ambulatori e capito davanti ad uno di essi dove è scritta una parola che a leggerla sembra una sentenza : oncologia.
Un brivido nella schiena e tanti ricordi nemmeno poi vecchi con due familiari, e qualcosa mi fa fermare, la voglia di mescolarmi fra quella gente che vive la paura e il dolore, a tratti provo la sensazione di immergermi in un mare gelido dove solo onde aliene mi sanno sfiorare. Sto li un pò tra quella gente, muta e assorta, e li vorrei tutti abbracciare.
Esco, dopo un pò, fuori c'è il sole e l'aria tiepida che carezza la pelle, così estranea a questo 19 dicembre, o forse sono io lo straniero, perchè qualcosa di me è rimasto là, nell'ombra, fra incerte figure in cerca di speranza.
 


domenica 14 dicembre 2014

MICROUNIVERSI



MICROUNIVERSI

Natale, cos'è ? Non l'ho sentita mia da sempre quella festa e ancora oggi ne percepisco a malapena il senso, solo gli occhi vedono intorno rutilanti luci di piccoli universi, che brillano a volte allegre, spesso follemente, come ammassi di stelle a riempire vuoti siderali. La gente va, scivola rapida lungo i viali, dove le vetrine brulicano di colori, famiglie, coppie, gente solitaria, un via vai di meteore apparentemente senza meta. Non lo sento il Natale, guardo gli occhi della gente e vedo come ogni anno il vuoto, il gelo di spazi immensi dove solo piccole luci cercano di indicare un cammino.